Arabi di Milano

Statistiche alla mano i numeri lo confermano: il mondo arabo non è soltanto violenza, ma anche cultura e civiltà.
Gli  intellettuali  arabi di Milano escono allo scoperto e parlano di sé. Secondo le stime dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e multietnicità della Regione Lombardia, al 1 luglio del 2006 sono più di 40.000 le presenze di cittadini “arabi” nel Comune di Milano, circa il 10.8% in più rispetto l’anno precedente. Su un sub-campione d’indagine di 275 unità, emerge che gli arabi che svolgono mestieri intellettuali occupano il secondo posto nella categoria ‘tipo di lavoro svolto’. Per mestieri intellettuali si intendono le attività di mediatori culturali, interpreti, traduttori, informatici, ricercatori, insegnanti, scrittori, creativi e i principali Albi professionali.
Siamo andati a conoscere la storia di alcuni di loro: tanta è la voglia d’integrazione e dialogo, ma il varco della comunicazione resta ancora difficile da superare.

Stazione Ostiense

Roma, stazione Ostiense. Gli afgani della “buca”
La Stazione Ostiense sembra una cattedrale in mezzo ad un esteso deserto. Sarà anche per questo che il quartiere romano è conosciuto come la Piramide. E’ qui, dentro una “buca”, che un gruppo di afgani è andato a vivere per mesi, circondato da un cantiere edilizio. A far loro compagnia ogni notte erano i topi e il freddo. A svegliarli ogni mattina erano invece i rumori: dei treni e degli escavatori. E’ risaputo che, per molti afgani, Roma rappresenti solo un luogo di transito. Le destinazioni più ambite sono Germania, Francia o Inghilterra.   Le proteste dei residenti hanno fatto scattare l’allarme: prima è intervenuta la stampa,  poi il Comune ed infine la Croce Rossa, che  ha organizzato il trasferimento dei profughi dalla “buca” al Centro di accoglienza romano C.A.R.A..

Inchiesta di Silvia Dogliani’s per Panorama.it

West Bank.
Sassi tra gli ulivi

Un documentario di Laura Silvia Battaglia – Docu HD 30′
Fotografie di Silvia Dogliani e Giulio Finotti

Il nodo della pace in Medio Oriente nei prossimi mesi si giocherà sulla capitale delle tre religioni monoteiste, Gerusalemme. Una questione vecchia e annosa ma cruciale. Al centro dell’attenzione, il quartiere arabo di Gerusalemme Est, Silwan, sul quale gli estremisti israeliani puntano per restituire tutta la città agli ebrei. Espropri, demolizioni, nuovi insediamenti di coloni sono all’ordine del giorno. Obiettivo: la nascita di un grande parco archeologico, “La città di David”, sulle fondamenta di quella che fu la prima Gerusalemme.
Il documentario mostra il nodo del contendere attraverso le voci dei suoi protagonisti (abitanti, attivisti, rabbini) e tocca tutti quei luoghi della Palestina dove situazioni come questa hanno creato divisioni insanabili: Hebron, Qalqylia, Betlemme.